Località:

Quota: 2.261 m

Telefono: +39 0465-441358

Fax:

Gestore: Guida alpina Manni Roberto

Telefono gestore: +39 348/4105877

Sito: www.graffer.com

Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Descrizione

CAI-SAT Ristrutturato nel 1990 è stato pensato come struttura polivalente ricettiva e di servizio per accogliere corsi di formazione sulle discipline della montagna, e per chi opera professionalmente in montagna, guide alpine, soccorso alpino, maestri di sci. Dispone di un’aula per lezioni, palestra di roccia a soli 15' con itinerari di arrampicata sportiva e classici. Corsi di alpinismo e arrampicata sono organizzati dalle Guide Alpine di Madonna di Campiglio nel corso dell’estate. Il rifugio dispone di 70 posti letto.

Accessi

telecabina Passo Campo Carlo Magno-Passo del Grostè; scendendo alla stazione intermedia 30' a piedi in salita; scendendo alla stazione a monte 20' in discesa. Da Campo Carlo Magno a piedi lungo una strada forestale (ore 1,45).

Itinerari raccomandati

dalla località Vallesinella il sentiero n. 382 sale al rifugio Graffer passando dalle suggestive cascate alte di Vallesinella, quindi sotto la parete della Corna Rossa (ore 2). Gli “Orti della Regina” sono due conche naturali sulla Pietra Grande, il massiccio che si innalza sopra i ghiaioni alle spalle del rifugio, così chiamate per la varietà di specie floristiche che si susseguono nell’arco dei mesi estivi. Si raggiungono in circa 1 ora percorrendo il sentiero n. 336. Con un facile percorso (segnavia n. 331) si può raggiungere il rifugio Tuckett e la Bocca di Tuckett (ore 1,30); a quest’ultima si arriva anche percorrendo il sentiero attrezzato “Alfredo e Rodolfo Benini” (ore 3) attorno a Cima Grostè, Bocchetta dei camosci, Cima Sella. Dal rifugio o dal vicino Passo del Grostè si può intraprendere la traversata della selvaggia e solitaria catena settentrionale del Gruppo di Brenta (sentiero n. 336); è un percorso per esperti alpinisti che richiede dalle 9 alle 12 ore di marcia e può essere spezzato grazie alla presenza di due bivacchi lungo l’itinerario che si conclude al rifugio Monte Peller.